Rubrìca o rùbrica? Questione di lingua…

rubricaPrendiamo spunto per la lezione di oggi da un’acuta e ottimamente argomentata osservazione che ci è giunta la scorsa settimana, in calce al post sulla cimice: come sappiamo questa parola è solo femminile, ma viene utilizzata al maschile in alcune forme locali e dialettali.

Matteo ci segnalava correttamente la larga diffusione del cimice maschio, per esempio, nella sua provincia d’oringine, Padova. Cogliamo dunque la palla al balzo per fare il punto della questione, così possono leggerci anche gli amici che non hanno notato i commenti ai post, e portare un altro esempio simile per meglio spiegarci.

Domanda del giorno:

Voi dite rubrìca o rùbrica?

No perché, così per segnalarlo, la dizione corretta vuole l’accento sulla i. La ragione è da ricercarsi in tutta una serie di regole e passaggi fonetici che ci hanno traghettati dal latino (eccolo là, sempre lui) all’italiano moderno. Eppure una larga, larghissima fetta della popolazione piazza l’accento sulla u.

Lungi da noi il voler spiegare la ragione del fenomeno, ci limiteremo a questa osservazione: in italiano, rubrìca è corretto, rùbrica no.

Perciò, se desiderate parlare correttamente la lingua nazionale, fateci caso e mettete l’accento nel punto giusto.

Ma vuol dire anche che sarebbe davvero bellissimo riuscire, per quanti ancora le parlano, a conservare forme e dialetti locali, in tanti casi considerati a tutti gli effetti vere e proprie lingue. Un’insindacabile ricchezza che va purtroppo perdendosi con le nuove generazioni, un po’ omologate (e appiattite) dai mass media.

Tutto sta nel saper distinguere e scegliere correttamente cosa dire in quale occasione. Un po’ come se scegliessimo tra italiano e inglese, per intenderci.

Quanto è grave l’errore?

Di per sé è un errore. Punto e fine. Un po’ come se dicessimo vadò invece di vado. O anche, se si vuole, come se dicessimo horse al posto di cavallo. In italiano spostare un accento è sbagliato, ma è altrettanto vero che, in base alle vostre valutazioni, all’ambiente in cui vi trovate, al vostro interlocutore e alle concessioni che decidete di accordare alle forme dialettali, benché stiate parlando in italiano, ecco che la parola rùbrica potrebbe spuntare tra le righe, senza grandi e terribili catastrofi. Come sempre, la cosa importante è essere consapevoli delle differenze e saper utilizzare le parole a proprio piacere.

E poi diciamocelo, se dobbiamo scriverla, l’accento sulla parola rubrica non ce lo metteremo mai. E abbiamo risolto! 😉

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