Il dilemma del “ma però”: è giusto o meno scriverlo?

Il dilemma del “ma però”: è giusto o meno scriverlo?

Tutti quelli anni passati tra i banchi di scuola, ad ascoltare lezioni e a studiare sui libri, avranno insegnato molte cose (almeno spero). Naturalmente, ciò che ho detto vale per chi, come me, non è più uno studente. Invece, tanti di voi che state leggendo questo articolo sono ancora alle prese con l’insegnamento scolastico.

Qual è la prima cosa che si comprende quando si impara a scrivere e a leggere? Che la lingua italiana, dal punto di vista della grammatica e della sintassi, ha delle regole che non si possono infrangere. Prendiamo ad esempio “ma però”: è corretto scriverlo? Prima di rispondere, vorrei chiarire un concetto, che potrebbe essere scontato, ma che in realtà non lo è.

Ci sono tante domande banali in apparenza, ma che necessitano di chiarimenti molto approfonditi. Quando ci addentriamo in riflessioni puramente linguistiche, non dobbiamo partire col presupposto che la lingua italiana possa essere ricondotta ad un’accozzaglia di regole arbitrarie. Ci sono tantissime variabili in gioco e che sono in grado di influenzarla.

Detto questo, vorrei adesso portare alla vostra attenzione un semplicissimo concetto: l’errore grammaticale. Avete sicuramente sperimentato sulla vostra pelle (o meglio con qualche pessimo voto) che molti di questi errori sono imperdonabili. Esistono però delle eccezioni, ossia quella tipologia di licenza grammaticale su cui si potrebbe chiudere un occhio in determinati contesti.

E’ lecito quindi dire o scrivere “ma però”?

Dove eravamo rimasti? Ho perso il filo….ah, sì, se è lecito il “ma però”. In poche parole, si può dire, ma non si può scrivere. “Come, posso dirlo ma non scriverlo!?”, penserà qualcuno di voi. E’ così, purtroppo. Se proprio non potete farne a meno, scrivetelo pure; l’importante è che lo fate in contesti informali.

Per contesto informale si intende qualsiasi tipologia comunicativa, sia orale che scritta, dove ciò che si esprime avviene al di fuori delle formalità, dell’ufficialità, in via amichevole per intenderci. Un esempio potrebbe essere quando chattate con un amico, amica, fidanzato, fidanzata ecc. In quel contesto informale potete farlo poiché è una conversazione privata e non pubblica.

Non posso scriverlo, ma però…

In conclusione, giusto per capirci meglio, nei contesti informali non significa che l’errore decade ma, al contrario, è sempre presente. Quindi, seppur non sia riconducibile ad un erroraccio in senso stretto, ricordatevi sempre di non utilizzarlo in contesti diversi, come in un tema scolastico o in un romanzo, semmai ne scriverete uno. Poi non dite che non ve l’avevo detto…

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