La “s” finale nel plurale delle parole inglesi: regole ed eccezioni

La “s” finale nel plurale delle parole inglesi: regole ed eccezioni

Qual è il vostro livello di conoscenza dell’inglese? Sono certo che, per la maggior parte di voi, sia scolastico. Non c’è niente di male ad ammetterlo, ed il primo sono io. D’altronde, non c’è da meravigliarsi: l’Italia, stando ad un sondaggio del 2019, occupa il 34° posto nel mondo per conoscenza della lingua inglese e con un livello considerato “medio”.

Certo, c’è chi sta peggio di noi, ma questo non vuol dire che dovremmo, come popolo, migliorarne la conoscenza, soprattutto perché l’inglese è la lingua internazionale per eccellenza. Per mia e vostra gioia, oggi ci esuleremo dalla nostra grammatica e tratteremo un aspetto di quella inglese, nella fattispecie il plurale delle parole.

Si fa presto a dire “basta aggiungere una s”!

Sono convinto che la vostra risposta in merito è unanime: “Basta aggiungere una s alla fine di qualsiasi parola”. In realtà, non è così.

Anche se non molte, le regole del plurale inglese sono estremamente precise e vanno seguite alla lettera se non si vuole incorrere in errori grammaticali (come succede con la nostra amata lingua). Tali regole presentano varie eccezioni che si basano su come finisce una parola, la sua origine linguistica e se la declinazione della stessa è maschile o femminile.

Sicuramente non siamo di fronte alle stesse difficoltà che normalmente incontriamo con le parole italiane e il relativo plurale, ma è importante capire le regole grammaticali che determinano il plurale delle parole inglesi. Il motivo? Se, un domani, decidete di imparare l’inglese parlato e scritto, per motivo di lavoro o personali, la conoscenza delle regole per formare il plurale diventa fondamentale.

Come si crea il plurale in inglese: i sostantivi regolari

In linea generale, possiamo affermare che basta aggiungere una “s” alla fine delle parole inglesi per formare il plurale. Tale regola va applicata per le sigle, i nomi propri e i cognomi. Facciamo alcuni esempi pratici:

Color (Colore): Colors (Colori).

House (Casa): Houses (Case).

Clarck: Clarcks

Smith: The Smiths

Naturalmente, come ho anticipato sopra, le regole del plurale differiscono in base a come termina una parola. Esaminiamole:

  • Sostantivi che finiscono con -s, -ss, -ch, -sh, -z -x, o. Per formare il plurale di queste parole bisogna aggiungere “-es” alla fine. Parole come Buzz (Ronzio) diventano Buzzes, Box (Scatola) diventa Boxes, Tomato (Pomodoro) diventa Tomatoes, Abyss (Abisso) diventa Abysses, Sandwich (Panino) diventa Sandwiches.
  • Sostantivi che finiscono con –o preceduta da vocale. In questo caso, basta aggiungere semplicemente la “s”. Studio (Ufficio) diventa Studios, Cameo (Cammeo) diventa Cameos.
  • Sostantivi che finiscono con –y. La “y” si trasforma in “i” e si aggiunge “-es”. Lady (Signora) diventa Ladies, Baby (Bambino) diventa Babies, Party (Festa) diventa Parties.
  • Sostantivi che finiscono con –f e –fe. Tali parole diventano plurali aggiungendo “-ves”. Half (Metà) diventa Halves, Knife (Coltello) diventa Knives, Wife (Moglie) diventa Wives. Ci sono, però, delle eccezioni, tipo Cliff (Scogliera) che diventa Cliffs e Handkerchief (Fazzoletto) che diventa Handkerchiefs.
  • Sostantivi di origine greca o latina che terminano con –on o –um. Per quanto riguarda i sostantivi di origine latina e greca, al plurale viene aggiunta la “-a”. Bacterium (Batterio) diventa Bacteria, Phenomenon (Fenomeno) diventa Phenomena.
  • Sostantivi di origine greca o latina che terminano con – In questo caso, il plurale si forma con “-es”. Axis (Asse) diventa Axes, Oasis (Oasi) diventa Oases.

Vi è piaciuta questa lezione sul plurale delle parole inglesi? Spero di sì. Alla prossima!

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