Si scrive “Dopo di che”, “Dopodiché”, “Dopodichè” o “Dopodiche”?

Si scrive “Dopo di che”, “Dopodiché”, “Dopodichè” o “Dopodiche”?

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire”.

Conoscete questa celebre frase appartenente ad uno dei capolavori del cinema di fantascienza? Probabilmente in pochi, data la vostra giovane età. Il film in questione è “Blade Runner”, girato nel 1982 da Ridley Scott. “Dopo di che cosa succede?”, molti di voi mi staranno chiedendo. Beh, vi consiglio di guardarlo se vi piace il genere, ne vale la pena!

Perché ho voluto iniziare questo articolo citando Blade Runner? Avete la risposta davanti agli occhi, estrapolata da una domanda che mi avete posto. Non ci arrivate? Mi sto riferendo a “Dopo di che”, una locuzione molto in uso nella nostra lingua. Ma si scrive esattamente in questo modo? Oppure si possono utilizzare anche le forme “Dopodiché”, “Dopodichè” o “Dopodiche”?

Si scrive “Dopo di che”, “Dopodiché”, “Dopodichè” o “Dopodiche”?

Non è un indovinello quello che abbiamo di fronte, ma bensì una vera e propria regola grammaticale che spesso si presenta come dubbio ortografico di una certa entità.

Padroneggiare la lingua italiana non è da tutti. Ci sono i puristi (in realtà pochi), i semi-puristi, i distratti, i “scrivo come voglio” e gli ignoranti. Naturalmente, queste categorie sono una mia personale invenzione, a parte quella dei puristi, ossia coloro che mettono ordine alle regole grammaticali.

Tornando alla nostra locuzione, le uniche due forme esatte sono “Dopo di che” e “Dopodiché”. Le altre due sono due varianti sbagliate e, quindi, scriverle comporta un errore grammaticale grave.

Dalla forma originaria a quella moderna

In origine, la forma più utilizzata era “Dopo di che”. Poi, come a volte accade nella nostra lingua, si è passati all’utilizzo della forma attaccata, con una variante: la “E” finale deve avere l’accento acuto.  Per quale motivo? È una regola grammaticale, la quale recita che tutte le parole che finiscono con “Che” devono necessariamente avere la E con questo accento. Quindi, nel caso in cui vi venisse il dubbio su come scrivere la forma attaccata, la soluzione è semplice: basta utilizzare “Dopo di che”.

Esempio di frasi

Prima, però, voglio chiarirvi un concetto: anche se siamo di fronte ad una univerbazione, ossia l’unione di più parole (nel nostro caso sono tre), non si generano doppie. Quindi, niente “Dopodicché” mi raccomando! Ecco le frasi:

  • Prima sono andato in banca, dopo di che sono tornato a casa.
  • Il temporale sciacquò l’aria, dopodiché il cielo divenne finalmente terso.
  • Oggi sono a vostra completa disposizione, dopodiché da domani non voglio saperne nulla.

Alla prossima!

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