Parole primitive e parole derivate: cosa sono?

No conosci la distinzioni tra parole primitive e derivate? Oppure, a volte ti capita di avere dubbi sul riconoscere l’una o l’altra?

In questo piccolo approfondimento di grammatica, ti spiegheremo cosa sono le parole primitive e a cosa servono, e quali sono quelle derivate.

Conoscere questa differenza è molto importante per utilizzare la lingua italiana e scriverla correttamente.

Cosa sono le parole primitive?

Le parole primitive sono quelle che non derivano da altre parole, sono formate dalle lettere dell’alfabeto e, se considerate da sole, non hanno alcun significato. Vediamo un esempio:

Cas-a

Cas: radice  

-a: desinenza

La radice è ciò che rende la parola riconoscibile e ne stabilisce il significato di base. Rimane invariata quando vengono aggiunti affissi o desinenze per creare nuove parole o forme flesse.

Ad esempio, nella parola “casa,” la radice è “cas-,”, che rappresenta il concetto di abitazione.  

La desinenza è la parte finale di una parola che viene aggiunta alla radice per indicare variazioni grammaticali come il genere, il numero, il tempo, il modo, la persona, ecc.

Ad esempio, la parola “leggiamo,” la radice è “legg-“ e la desinenza “-iamo, indica che il verbo è coniugato alla prima persona del plurale del presente indicativo.

 Altri esempi di parole primitive:

  • Gatt-o
  • Ciel-o
  • Libr-o
  • Stell-a
  • Nav-e
  • Fior-e

 Cosa sono le parole derivate?

Sono parole derivate quelle parole a cui alla base si aggiunge un determinato suffisso o prefisso. Le parole derivate con suffisso cambiano un nome in un altro, e indicano, il più delle volte, azioni o attività.

Ad esempio:

  • Pane = Panificio
  • Carta= Cartoleria
  • Biscotto= Biscottificio
  • Mobile =Mobilificio

Ma anche nomi che indicano luoghi, cose e strumenti:

  • Porta= Portiera
  • Mare= Mareggiata
  • Cane= Canile

Oppure aggettivi da trasformare in nomi:

  • Leale= Lealtà
  • Bello = Bellezza
  • Sincero= Sincerità

O ancora aggettivi o nomi da trasformare in verbi:

  • Risata= ridere
  • Urlo= urlare
  • Pianto= piangere
  • Canto= Cantare

Le parole derivate con prefisso riescono a modificare il significato del nome primitivo. Derivano dal latino o dal greco, un esempio:

  • Mettere= premettere
  • Meditare= premeditare
  • Gelo= disgelo

Analizzando l’ultima parola, possiamo notare che l’aggiunta del prefisso “dis-“ indica l’azione opposta, cioè il processo di scioglimento o scongelamento del ghiaccio o del freddo. Infatti, il termine “gelo” si riferisce al freddo intenso e a una temperatura bassissima.

In questo caso, il prefisso “dis-” suggerisce l’azione di “togliere” o “eliminare” il ghiaccio o il freddo.

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