Spegnere o spengere: qual è la forma corretta?

Spegnere o spengere: qual è la forma corretta?

Bella la grammatica italiana vero? Dalle elementari fino alle scuole medie (ma anche alle superiori) è un secchio d’acqua gelida sospeso sulle teste degli alunni seduti tra i banchi. Ogni volta che arrivava il maledetto esercizio di analisi grammaticale, quell’acqua si riversa sulla testa e manda il cervello in ibernazione.

Poi ci sono quelle belle parole che non sai mai come si scrivono esattamente…e arriva l’errore! Il peggio è quando ti convinci che una parola si scrive in un modo e, invece, scopri che esiste un’alternativa. “Eppure il vocabolario non mente: quella esatta è quella che ho scritto io!”, ti viene da pensare tra il furioso e il perplesso.

Prendiamo ad esempio il verbo spegnere. Alle scuole elementari mi hanno insegnato che è, senza dubbio, la forma esatta. Eppure mi è capitato di leggere o ascoltare il termine “spengere”. Se lo avessi scritto in un tema, la maestra si sarebbe indignata dopo averlo letto. Lo avrebbe sicuramente cerchiato di rosso, il rimprovero non sarebbe mancato e anche un possibile cattivo voto. E a casa poi? “Ma dove hai sentito che spegnere si scrive spengere?”. E vai col ceffone.

Morale della favola: si dice spegnere o spengere?

Per sciogliere ogni atavico dubbio, ecco venirci incontro la Treccani e il suo vasto database online: “spègnere (o spégnere; tosc. o letter. spèngere o spéngere)”. Cosa significa quel tosc.? Che la forma spengere viene utilizzata soprattutto in Toscana. Leggendo più avanti, la Treccani puntualizza però che uno scrittore nostrano che ha avuto particolare attenzione alla forma toscana, alla fine preferisce scrivere la forma spegnere. Sarebbe bello interloquire con Benigni per sapere cosa ne pensa ma, purtroppo, non è possibile (almeno che qualcuno di voi non abbia un rapporto stretto con il grande comico toscano). Se proprio volete togliervi definitivamente il dubbio, ci sono tante fonti su Internet da consultare, tra cui l’Accademia della Crusca, una sorta di ente di garanzia della lingua italiana.

Una volta fatta questa ricerca approfondita (l’ho fatto io per voi, tranquilli!), emerge in modo piuttosto evidente che il termine spengere è alla stregua di una forma dialettale con tanto di “licenza poetica”. Ma allora è consentito l’utilizzo nella forma scritta? No, è il perché ve l’ho già detto: è dialettale, e come ogni dialetto può essere utilizzato soltanto in forma orale. Ma, ahimè, è anche vero che il termine spengere è possibile trovarlo in qualche testo scritto, anche se molto raramente. E’ un errore dello scrittore allora? Dal punto di vista grammaticale sì.

In definitiva: spegnere o spengere?

Dal mio punto di vista personale, trovo spengere una forma difficile da masticare. Non l’ho mai utilizzata e credo che non lo farò mai. E’ pur sempre una forma dialettale appartenente alla Toscana, quindi non mi sembra il caso di utilizzarla in una conversazione oppure in una qualsiasi forma scritta. Per carità, i dialetti sono belli da ascoltare, ma lasciamoli confinati nel loro ambito regionale quando bisogna parlare o scrivere in “italiano”.

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